Problemi andrologici negli adolescenti


Circa la metà degli adolescenti ha almeno un problema andrologico, una realtà allarmante che può sfociare in una infertilità maschile e che, nelle ultime due decadi, ha raggiunto in Italia valori preoccupanti. Basti pensare che il 40% dei casi di sterilità maschile sono causati dal varicocele. Oggi, in Italia, circa 250-300mila coppie devono far i conti con l’infertilità e, nella metà dei casi, dipende proprio dall’uomo.

Nel corso degli ultimi 50 anni il numero degli spermatozoi si è praticamente dimezzato. Per contrastare questo grave problema parte un innovativo e ambizioso progetto di prevenzione andrologica nell’età evolutiva, che coinvolgerà tutti i pediatri italiani.

Il progetto sarà presentato al XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA), che si terrà a Stresa tra il 28 e il 31 maggio 2016, presieduto da Mauro Silvani.

“Non è mai stata fatta una simile prevenzione nei pazienti in età evolutiva, un errore di cui si pagano le spese », anticipa Matteo Sulpasso, Primario della chirurgia pediatrica e andrologia pediatrica dell’età evolutiva, Clinica Pederzoli, Peschiera del Garda (VR) e Membro della commissione nazionale SIA Prevenzione e Scuola.

“Tutti i pediatri di famiglia italiani – continua Sulpasso – dovranno inserire nei bilanci di salute che fanno periodicamente anche la situazione andrologica del paziente, che verrà monitorata tramite la compilazione a età prestabilite di una scheda andrologica, messa a punto grazie alla collaborazione tra la Società Italiana di Andrologia (SIA) e la Società Italiana di Pediatria (SIP)”.

Le fasce di età in cui andranno effettuati i controlli e compilata la scheda saranno a 6 mesi e a 1 anno per posizione del testicolo, ipospadie, patologie del dotto peritoneo-vaginale, a 5 anni per fimosi, aderenze balano-prepuziali, patologie del dotto peritoneo-vaginale, dai 10 anni fino ai 14 anni per stadio puberale, varicocele sinistro e ginecomastia.

“Grazie a questa iniziativa,  il pediatra avrà i mezzi e le competenze per monitorare l’apparato genitale dei suoi piccoli pazienti maschi dalla nascita fino all’età in cui passeranno al medico di medicina generale, secondo precise indicazioni di valutazione dettate dalla scheda andrologica ,  osserva Giorgio Franco, Presidente SIA.

Pubblicato da: Redazione AZS

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