I principali effetti positivi del cannabidiolo


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Gli effetti positivi del cannabidiolo vengono studiati sempre più con maggiore attenzione dalla comunità scientifica che sta analizzando le proprietà terapeutiche degli estratti della canapa e gli effetti che questi producono su un ampio numero di patologie. Aumenta così il mercato dei prodotti derivati dalla canapa come il CBD che aziende specializzate del settore come Enecta producono sotto forma di olio di CBD, cristalli e altre tipologie di prodotto.

Il cannabidiolo è un componente naturale della canapa ed agisce sul sistema endocannabinoide umano andando a riequilibrare alcuni processi biologici. Il CBD, a differenza del THC non ha effetti psicoattivi e, peraltro, a differenza del delta-9-tetraidrocannabinolo e di altre sostanze simili, non genera una dipendenza totale dalla sostanza. Inoltre, la sua applicazione non ha delle controindicazioni perché può essere limitata a un periodo di cura, senza conseguenze per il sistema nervoso.

Gli effetti collaterali sono minimi e spesso correlati all’assunzione di altri medicinali che vanno a contrastare l’effetto della sostanza o entrano in conflitto con essa.
Per questi motivo, prima di assumere CBD è sempre consigliato il consulto con il medico di famiglia, che può dare le indicazioni utili sulla tipologia di trattamento da porre in essere.

Come Agisce
Il cannabidiolo non è un farmaco che ha un’azione specifica su una malattia; è piuttosto un bilanciatore del sistema endocannabinoide umano. Va a modulare dei meccanismi che sono già attivi nel nostro corpo e contribuisce a normalizzarli laddove si verifichino degli scompensi. Inoltre, grazie all’azione che compie sui recettori, aiuta, secondo diversi studi scientifici e l’esperienza dei consumatori, ad alleviare rapidamente i sintomi di infiammazioni e traumi.

Analgesico
Uno dei primi effetti positivi del cannabidiolo, oggetto di studio da parte della comunità scientifica, è l’azione antidolorifica. La sua assunzione concorrerebbe a generare un’inibizione della trasmissione neuronale del dolore, alleviando la sofferenza. Secondo diversi studi in materia, può essere impiegato per il trattamento di dolori dovuti a trauma o anche per l’emicrania, dando dei risultati positivi e riducendo nel tempo la frequenza del dolore. Si può affermare che il CBD contribuisce a “riparare” quel meccanismo alterato e un’assunzione regolare del prodotto potrebbe aiutare a garantire il mantenimento dell’equilibrio raggiunto.

Antiinfiammatorio
Altri studi scientifici si concentrano, sulle proprietà antinfiammatorie del CBD, quindi nel caso di traumi, ha una doppia azione: calmante del dolore e riduttiva dell’infiammazione.
Il CBD si sta rivelando molto utile per gli sportivi, soggetti che spesso incorrono in infiammazioni dolorose. L’assunzione regolare di CBD, secondo studiosi e sportivi che utilizzano il prodotto, allevia questi processi donando sollievo e benessere allo sportivo.

Il cannabidiolo può essere inoltre utilizzato come coadiuvante per il trattamento di malattie croniche, come l’artrosi reumatoide, una patologia che ha come effetto un dolore costante e fastidioso. Molti consumatori affetti da queste patologie, infatti, riportano spesso sorprendenti miglioramenti nelle loro attività quotidiane, tramite l’uso di CBD.

Riduce lo stress
L’azione calmante del CBD potrebbe essere anche un valido aiuto nella riduzione di stress e fenomeni associati, come l’ansia. Questo aspetto è uno dei più studiati. L’ansia sociale è un problema molto frequente oggi. Avere a disposizione una sostanza naturale che aiuti a limitarlo potrebbe rappresentare un successo sociale importante.

Pubblicato da: Redazione AZS

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