Caldo e giochi all’aria aperta: attenzione all’idratazione dei più piccoli


Quale periodo migliore di quello estivo per un bambino per correre e giocare all’aria aperta? L’estate rappresenta per i più piccoli il momento dello stacco dalla scuola, delle giornate al mare, dei giochi all’aperto, ma è anche la stagione in cui, a causa del caldo e dell’afa, i genitori devono prestare particolare attenzione al loro benessere e alla loro idratazione soprattutto nei momenti in cui fanno sport oppure in quelli di gioco intenso.

“I benefici che un bambino, e non solo, può trarre dallo sport e, in generale, dai giochi all’aria aperta sono moltissimi. L’attività fisica aiuta a rendere il fisico più forte, a tenere il peso sotto controllo, a scaricare le energie ed è importante anche affinché i più piccoli imparino a socializzare. In corrispondenza di questi momenti è importante monitorare alcuni aspetti della loro salute che sono fondamentali per preservarne il benessere psico-fisico, soprattutto nella stagione calda” – commenta il Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation – “L’aumento della sudorazione conseguente al caldo e alla pratica sportiva o al gioco intenso, produce infatti una perdita di liquidi e sali minerali che se non reintegrati possono minare l’equilibrio idrico dell’organismo, con effetti sul corpo che variano a seconda del livello di disidratazione raggiunto.”

Gli effetti dovuti alla mancanza di un adeguato apporto di acqua si manifestano anche con livelli di disidratazione modesti (2%) e variano dal leggero mal di testa e senso di stanchezza alla minor capacità di mantenere la concentrazione e di eseguire semplici azioni. Il fabbisogno di acqua dei bambini dipende da diversi fattori: la quantità e la qualità di acqua che dovrebbero assumere dipendono dall’età, dalle condizioni di salute, dalla dieta, dall’attività fisica svolta, ma anche dalle condizioni dell’ambiente esterno (temperatura e il tasso di umidità). Le alte temperature della stagione estiva e la maggiore tendenza a giocare e praticare sport all’aperto possono quindi contribuire ad accrescere il fabbisogno di acqua giornaliero, tenendo inoltre presente che i bambini hanno un senso della sete meno sviluppato rispetto agli adulti e tendono a bere acqua raramente e solo quando sono molto assetati.

In generale per i bambini (7-10 anni) i pediatri suggeriscono, come per gli adulti, di bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno, con riferimento ad un bicchiere “a loro misura” (150 ml). In caso di attività sportiva o anche solo di giochi e occupazioni che portano il bambino a sudare più del solito e quindi a perdere una maggiore quantità di acqua, si consiglia ai genitori di controllare che i loro figli non bevano solo dopo aver giocato, ma anche prima e nel corso dell’attività. Nella stagione calda, basta una partita a beach volley o un pomeriggio trascorso a correre tra scivoli e altalene per aumentare il fabbisogno di acqua.

Riguardo la tipologia di acqua da preferire è necessario controllare i parametri riportati nell’etichetta, tra cui il contenuto di alcuni componenti quali sodio, potassio, calcio, fluoro, ferro, magnesio e bicarbonato.

“In età infantile sono preferibili acque a basso contenuto di sali minerali, con bassa concentrazione di sodio e con limitato livello di nitrati. È infatti emerso da diversi studi che il sodio, quando assunto in determinate quantità nei primi anni di vita, può aumentare il rischio di sviluppare ipertensione cardiovascolare da adulti, mentre i nitrati, la cui concentrazione non dovrebbe superare i 10mg/l favoriscono la produzione di metaemoglobina, proteina che si differenzia dall’emoglobina per il differente stato di ossidazione del ferro e che risulta tossica per l’organismo.” –precisa il Dottor Zanasi – “A differenza delle acque consigliate per l’infanzia, per bambini e adolescenti si consigliano acque con maggior contenuto di sali minerali, come le oligo e le mediominerali. Tra queste le bicarbonato-calciche, ricche di calcio e con una buona mineralizzazione, sono le più indicate nella fase di crescita”.

Pubblicato da: Redazione AZS

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