Università di Pavia, nasce Master in Patient Engagement and Advocacy


Si è svolta la presentazione ufficiale della prima edizione dell’executive Master di I Livello in Patient Engagement and Advocacy, organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia e da Fondazione The Bridge, con la partnership istituzionale di Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Il coinvolgimento dei pazienti nel processo di cura all’interno del Sistema Sanitario Nazionale rappresenta oggi una priorità etica e strategica per l’implementazione di un modello assistenziale partecipativo. La scelta consapevole del paziente, informato e coinvolto, rappresenta un cambio di paradigma fondamentale nella più ampia tematica della patient centricity. In Italia esistono oggi pochi ambiti di sperimentazione e promozione del modello patient engagement condivisi dai professionisti della salute. Eppure, soprattutto in Italia, la funzione delle associazioni di pazienti è centrale per supplire alle incompletezze del sistema socio-sanitario. Ciò è apparso particolarmente evidente durante la pandemia, che ha generato uno stato di emergenza al quale hanno in parte sopperito proprio le organizzazioni, che si sono mobilitate attraverso una serie di azioni volte a tamponare le mancanze del sistema. Regione Lombardia, per esempio, riconosce esplicitamente il supporto e il coinvolgimento attivo delle associazioni di pazienti nella programmazione e nella realizzazione del Servizio Sanitario Lombardo. “La Regione Lombardia intende valorizzare appieno il contributo delle associazioni dei pazienti nei processi di definizione delle policy sanitarie regionali – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenuto a margine dell’evento di presentazione del Master -, ma affinchè esse possano assolvere in maniera sempre più efficace al compito che oggi viene loro diffusamente riconosciuto, non è possibile prescindere da un processo di accrescimento delle competenze e delle professionalità al loro interno”. Il Master è frutto di un percorso di confronto durato due anni, tra Fondazione The Bridge, l’Università di Pavia, Agenas e numerose sigle associative di pazienti nazionali e lombarde. E’ articolato in quattro macro-aree: profili istituzionali del sistema sanitario; profili organizzativi del sistema sanitario; innovazione e ricerca in sanità; comunicazione e lobbying in sanità. “Si tratta, in sostanza, di un importantissimo passo nel percorso di accrescimento delle competenze gestionali e di valorizzazione delle visioni più imprenditoriali che, senza snaturare l’identità associativa, sono tuttavia necessarie per l’adeguamento alla riforma del Terzo settore – ha dichiarato Rosaria Iardino, presidente di Fondazione The Bridge -. Ed è anche un ulteriore segnale di consapevolezza del proprio ruolo e assunzione di responsabilità da parte dei cittadini-pazienti che le istituzioni non possono ignorare, ma al contrario hanno il dovere di incoraggiare e portare a fattore comune per una sanità più efficiente ed inclusiva”. Il programma formativo è di 1.500 ore – tra lezioni frontali, laboratori, esercitazioni, seminari e testimonianze, stage – sarà a numero chiuso e destinato a laureati che ricoprano cariche in posizione apicale, di rappresentanza o coordinamento in associazioni di pazienti. La partecipazione al Master sarà sostenuta da borse di studio. “Il Master di I Livello in Patient Engagement and Advocacy è stato strutturato in un’ottica di multidisciplinarietà, attraverso l’utilizzo di tecnologie per una didattica innovativa e massimamente inclusiva – ha dichiarato Silvia Figini, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia -. Ma soprattutto, intendiamo garantire il collegamento e l’integrazione tra accademia e mondo esterno, anche attraverso la contaminazione con la Pubblica Amministrazione, possibile grazie al Protocollo Funzione pubblica-Università”. Fondazione The Bridge è un soggetto indipendente e senza scopo di lucro che si occupa di politiche sanitarie ed ha come obiettivo la tutela del diritto alla salute. Si pone come tramite tra istituzioni e associazioni di pazienti, società di ricerca scientifica e sociale, accademia, mondo clinico e industria per agevolarne il corretto confronto. I suoi valori fondanti e irrinunciabili sono universalismo, equità, innovazione responsabile, sostenibilità, sensibilizzazione alla diversità, inclusione e pluralismo. Contribuisce al dibattito e al confronto con istituzioni e diversi attori del sistema sociosanitario, elaborando ricerche, indagini, campagne divulgative, organizzando iniziative volte a diffondere temi di interesse sociosanitario di grande attualità, come le liste d’attesa o l’impatto della pandemia, promuovendo il dibattito pubblico grazie agli attori del settore. In pochi anni si è imposta come punto di riferimento nel dibattito, regionale e nazionale, sui principali temi e problematiche del servizio sanitario nazionale, grazie agli esperti e membri del suo comitato scientifico e l’approfondito lavoro di ricerca e analisi. Punti di forza del suo lavoro sono i dossier e le ricerche in cui raccoglie i propri lavori, preziosi strumenti per comprendere la realtà, orientare le politiche e informare i cittadini, nonchè l’organizzazione di consensus conference, convegni scientifici, momenti di confronto e corsi di formazione condotti da personalità altamente qualificate. Fondazione The Bridge è Membro del Board dell’European Public Health Association e ha stretto protocolli d’intesa con associazioni, università e altri soggetti che operano nell’ambito delle politiche sanitarie. (ITALPRESS).

Photo credit: Italcommunications

Pubblicato da: Redazione AZS

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