La rinite allergica in pediatria


La rinite allergica è una delle manifestazioni più frequenti nell’ambito delle allergie. Molto spesso, si presenta isolata, altre volte si associa ad altri sintomi, quali la congiuntivite, la dermatite atopica e l’asma, di cui rappresenta, in molti casi, l’apripista. Che il fenomeno allergia stia diventando, in questi ultimi decenni, una vera e propria pandemia, è dimostrato dai numeri: in poco più di un ventennio, i bambini allergici sono passati da un 10 per cento scarso ad un 25 per cento abbondante, con un trend in continua crescita. Una delle possibili, se non certa, causa di questo incremento è da ricercare nell’inquinamento dell’ambiente: si calcola che, ogni anno, circa un migliaio di nuove sostanze chimiche, in precedenza sconosciute, vengono immesse nell’ambiente (sia esso l’aria, le acque e/o la terra).

La rinite allergica può essere stagionale (sopratutto quella provocata dai pollini) o perenne; in ogni caso, i sintomi sono gli starnuti frequenti, lo scolo nasale di secrezione sierosa, trasparente, il prurito nel naso e l’ostruzione delle narici a causa dell’ipertrofia dei turbinati nasali (una specie di piccoli “termosifoni” all’interno del naso, che servono a riscaldare l’aria che inspiriamo).

Tutto ciò comporta un peggioramento della qualità di vita di questi bambini (ma anche degli adulti), che necessitano di un’assistenza pluridisciplinare da parte del pediatra, dell’otorino, dell’allergologo e dello psicologo, al fine non solo di tenere sotto controllo i sintomi della malattia, ma anche di dare loro la possibilità di una gestione parzialmente autonoma delle cure, grazie alla cosiddetta educazione terapeutica.

Pubblicato da: Redazione AZS

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