Un appello per il seno


Realizzare, entro due anni, 120 Breast Units in Italia, a fronte delle attuali 73; sempre più intensa attività di informazione sulla prevenzione del tumore al seno che, se combattuto in una fase iniziale, può essere curato; migliore qualità dell’assistenza e della cura per le pazienti che convivono con il tumore. Sono queste tre richieste avanzate a Catania, in occasione del Congresso nazionale organizzato da Europa Donna Italia, movimento della coalizione “Europa Donna”, presente in 46 Paesi, che si occupa di tutelare gli interessi delle donne in materia di prevenzione e cura del tumore al seno.

«L’attività di prevenzione è fondamentale – dice Rosanna D’Antona, presidente nazionale di Europa Donna Italia – perché, se i controlli sono periodici, la malattia può essere individuata all’inizio e le possibilità di guarire sono tanto più alte quanto più tempestiva è stata la diagnosi. Ci sono donne particolarmente a rischio per fattori ereditari e, nel loro caso, è necessaria una sorveglianza continuativa».

Ancora oggi, al Sud si muore di più perché la prevenzione è minore. La percentuale di screening, infatti, passa dal 96% del Nord al 35% in Sicilia. Nell’Isola, le Breast Units sono solo 2, al Civico di Palermo e al Centro Humanitas di Catania.

«Le indicazioni ministeriali sui centri di senologia, approvate dalla conferenza Stato-Regioni del 5 agosto, sono già diventate a tutti gli effetti parte integrante del Patto per la Salute del triennio 2014-16 – sottolinea la dottoressa D’Antona – e ora le Regioni hanno tempo fino al 2016 per adeguarsi».

«Come attestano diverse evidenze scientifiche, il tumore trattato in centri multidisciplinari riduce la mortalità fino al 20 per cento ed evita i “pellegrinaggi della salute” – conclude Corrado Tinterri,  coordinatore del Comitato scientifico di Europa Donna Italia –. Le Breast Units garantiranno alle donne tutte le necessarie competenze in un’unica struttura sanitaria multidisciplinare».

Pubblicato da: Redazione AZS

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