“Psoriasi visibile, impatto invisibile”. Pazienti al centro di un romanzo a fumetti


La campagna “Psoriasi visibile, impatto invisibile”, nata allo scopo di fare emergere i gravi problemi psicologici che gravano sulle persone affette da psoriasi, sta per concludersi. Le storie inviate al sito www.impattoinvisibile.it entro mercoledì 30 settembre, saranno oggetto di valutazione di una giuria composta da rappresentanti delle associazioni dei pazienti e delle società scientifiche. Il racconto che sarà ritenuto più in grado di ispirare un romanzo a fumetti, sarà consegnato alla matita di Sergio Algozzino.

La campagna è promossa da Amgen, leader nelle biotecnologie farmaceutiche, unitamente all’Associazione per la difesa degli Psoriasici (Adipso), all’Associazione Dermatologi ospedalieri italiani (Adoi) e alla Società di dermatologia e malattie sessualmente trasmissibili (Sidemast).

«Purtroppo, il peso dei disturbi psicologici per gli affetti da psoriasi è scarsamente analizzato. È fondamentale dare la giusta considerazione ai problemi “invisibili” della patologia, che se non riconosciuti e trattati possono arrecare problemi pesanti», spiega Mara Maccarone, presidente Adipso.

Il vissuto emotivo degli psoriasici rimane spesso sommerso, senza alcun aiuto, con ripercussioni non solo sulla qualità di vita (isolamento sociale, ansia depressione), ma anche sulle cure. Di fatto, una recente indagine ha messo in luce che otto psoriasici su dieci soffrono di disturbi psicologici, un paziente su due resta senza cura, anche per anni, quando si conosce l’importanza di una pronta diagnosi, il 56% di chi ha oltre il 20% del corpo interessato dalle placche abbandona le terapie perché sfiduciato.

La psoriasi colpisce in Italia 2,5 milioni di persone, con un’incidenza annua di 230 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Si manifesta con la comparsa di chiazze rosse, tondeggianti, con squame di colore bianco-argenteo.

In merito alle terapie oggi disponibili, per la professoressa Ketty Peris, ordinario di dermatologia all’università Cattolica di Roma e presidente della Sidemast, le terapie orali, che facilmente si possono assumere in casa, sono più apprezzate di quelle iniettive e facili da gestire.

“Non tanto – dice Peris – in termini di effetti collaterali, ma perché rendono più facile la vita del paziente e non lo espongono a frequenti accessi ospedalieri”.

Per Francesco Cusano, presidente Adoi, una sfida da portare avanti riguarda l’oppressione della burocrazia, spesso un ostacolo a una efficiente relazione medico-paziente e l’omogeneità dell’accesso ai centri specialistici. “Andrebbe migliorato – sostiene il professore Cusano – perché non è uguale su tutto il territorio nazionale”.

“La campagna Psoriasi visibile, impatto invisibile, intende sollevare l’attenzione al disagio del paziente psoriasico, sollecitando un suo approccio positivo nel percorso terapeutico, favorendo un efficace rapporto con il dermatologo da sviluppare anche attraverso gli strumenti che le tecnologie digitali ci mettono a disposizione”, commenta la dottoressa Maria Luce Vegna, direttore medico di Amgen Italia.

Pubblicato da: Redazione AZS

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