Intervista al dottore Maurizio Di Mauro



di Valentina Busiello

Direttore Di Mauro, benvenuto, aprendoci le porte dell’Ospedale Cotugno, ci illustra la situazione attuale?

“Sono qui a Governare questa situazione con grande impegno, cercando di tutelarmi in questi momenti delicati, per cui adottiamo tutte le precauzioni”.

Direttore, anche perché chi meglio di lei che é un professionista nell’ambito lavorativo, ma soprattutto un professionista sotto il punto di vista proprio umano, per le sue doti e le capacità di avere pazienza verso l’altro, nel gestire un’Azienda Ospedaliera come il Cotugno in una situazione così delicata?

“Attualmente quello che mi manca é il contatto umano. Sono in primis una persona che ci mette il cuore nelle cose, per cui già dalle 7,00 del mattino sono in Ospedale, qua al Cotugno teniamo il cuore di tutto il problema, per cui speriamo di uscirne presto”. “Il Cotugno è di per sé, l’Ospedale delle Malattie Infettive, ed è un’eccellenza in Italia, le persone di fronte ad una patologia infettiva cercano dall’Ospedale le risposte che si aspettano, ed è per questo un importante punto di riferimento Nazionale”. Nella situazione attuale abbiamo convertito tutto il Cotugno in Ospedale Covid19,  mi auguro quanto prima di poterlo riportare alla normalità, proprio perché siamo un’eccellenza per tutto ciò che riguarda, le Meningiti, le patologie delle Malattie Infettive, la Tubercolosi, l’Aids, ecc, da noi vengono da tutto il Sud Italia e da tutta Italia a curarsi. In questo momento siamo concentrati sul Covid, ma ci auguriamo quanto prima, appena finita questa emergenza di poter riassumere la nostra connotazione.

Direttore Di Mauro, lei è un’Eccellenza del nostro Mezzogiorno d’Italia per le sue doti da professionista, e sul campo umano, un onore per l’Azienda Ospedaliera dei Colli, Monaldi-Cotugno-Cto. Poiché si parla del Cotugno soprattutto come Eccellenza Covid19, ci illustra il buon lavoro di squadra che stanno svolgendo i medici, gli operatori e gli  infermieri, insieme a tutto lo staff che si muove in sinergia?

“Una squadra di alti livelli, volevo far emergere prima di tutto questa cosa, rivendico il mio ruolo di Medico e di tecnico, ma in questo caso le dico ancora di più, di operaio, cioè di chi viene qui al Cotugno la mattina con l’idea di rimboccarsi le maniche e mettersi al fianco degli operatori per dare un contributo, verso chi sta combattendo tra la vita e la morte, a non sentirsi soli in una situazione come questa”. Ed é una cosa che  faccio da 30 anni, anche nelle altre Strutture che ho diretto in funzione di prima linea, essere vicino ai pazienti che hanno bisogno e fare qualcosa per loro é una mia grande passione, motivo in più per portare avanti una buona sanità . Per cui mi trovo a Governare questa Azienda che aveva già un terreno fertile. Sono tre strutture Ospedaliere che esistono in questa Azienda dei Colli, dove c’è l’Ospedale Monaldi una struttura di eccellenza per tutto ciò che riguarda la Cardiologia, la Cardiochirurgia, la Pneumologia, i Trapianti, e quant’altro. Il CTO che è una struttura Ospedaliera che ormai funge da Pronto Soccorso Generalista, quindi è un punto di riferimento per l’emergenza sul territorio. Poi l’Ospedale Cotugno che è il più importante del Sud Italia per le Malattie Infettive, e che chiaramente ha quella preparazione idonea per poter affrontare patologie di questo tipo come il Coronavirus-Covid19. Abbiamo dovuto organizzare l’apertura di una nuova struttura, che è una nuova palazzina che affianca il Cotugno e che era in fase di lavorazione, in cui abbiamo accelerato i lavori ed in 20 giorni l’abbiamo resa operativa, con 60 stanze tutte a Pressione Negativa che fungono da Sub-Intensiva solo per il Covid, e questo chiaramente per mettere sull’offerta Regionale punti di assistenza di questa portata. E poi c’è la struttura vecchia del Cotugno, che  ormai è tutta convertita in Covid, anche perché il ragionamento che ho sempre fatto fin dall’inizio non è tanto creare le nuove palazzine, perché le nuove palazzine poi bisogna attrezzarle, trovare il personale, creare le condizioni favorevoli per rendere le funzionali, e non c’è tempo. L’unica cosa che si poteva fare, era convertire quello che avevamo e renderlo immediatamente utile per affrontare questa emergenza. Ed é quello che abbiamo fatto qui, sono 2 mesi che lavoriamo giorno e notte per fare in modo che tutto quello che prima, ecco che tenevamo la Terapia Intensiva, era post-operatoria, l’abbiamo convertita tutta in Covid, ma là i ventilatori già c’erano, il personale già c’era, ci abbiamo messo 24 ore per renderlo operativo in funzione di questa emergenza, e questa è stata l’intuizione. Un’altra intuizione, un esempio, è stata spostare al Cotugno la Pneumologia, anche perché avevo percepito che la complicanza del Covid era l’insufficienza respiratoria. I pazienti vanno purtroppo in Terapia Intensiva perché i polmoni vanno incontro ad una fibrosi, e quindi vanno incontro ad una grave insufficienza respiratoria. Per cui ho pensato, che chiaramente la cosa più idonea era creare un Reparto di Sub intensiva Pneumologica, con il Direttore Giuseppe Fiorentino un’eccellenza a livelli Europei, uno dei più grossi pneumologi a dirigere questo Reparto. Infatti abbiamo un’incidenza di pazienti che vanno in Terapia Intensiva molto bassa, perché vengono trattati in Sub Intensiva, quindi anche quando arrivano a frazioni di respirazione, quasi al limite dell’intubazione, possono essere supportate, e quindi non andare incontro ad intubazioni che è uno dei rischi più grandi, perché l’intubazione genera delle infezioni. Quindi, questo concorso di cose, di cui ho curato un po’ la regia, ma il merito è di tutti gli Operatori, Infermieri, Medici, Tecnici, e lo staff dell’Ospedale Cotugno che mi hanno seguito in questo discorso e percorso, portando un risultato importante, nel senso che ormai abbiamo circa 200 posti letto dedicati solamente al Covid, quindi questa é una cosa molto importante.

Direttore Maurizio Di Mauro, l’Ospedale Cotugno è un’Eccellenza Nazionale in tutta Italia, ad avere una  squadra di professionisti preparati ad altissimo livello, Medici, Infermieri, Operatori e Tecnici pronti all’emergenza in aiuto dei pazienti, senza infettarsi. Ci spiega come avviene la vestizione dei Medici e degli Infermieri che curano ed assistono i pazienti gravi, affetti dal Covid19?

“Ecco, quello é il problema fondamentale, proprio la vestizione e la svestizione, anche lo svestirsi é fondamentale”. Per cui abbiamo creato dei percorsi dedicati. Questa è la prima cosa importante, per cui tra lo sporco e il pulito, un esempio, l’infermiere che sta al letto del paziente Covid viene supportato da una persona che non entra all’interno della stanza, che quindi dall’esterno gli fornisce i mezzi per dare sostegno al paziente. Sono tutti quei percorsi dedicati che riducono completamente il rischio infettivologico, è chiaro che questo é un personale altamente preparato ed organizzato ad affrontare queste malattie infettive. Ricordo con il Colera, la Sars, sono professionisti che sono avvezze a curare pazienti con questi tipo di malattie infettive. Però è pure vero, che quello che ho cercato di trasmettere, ha trovato grande supporto, terreno fertile. Sono i percorsi di umanizzazione, cioè i pazienti gravi affetti dal Covid19 ci arrivano qui al Cotugno, vengono messi in isolamento senza nessuno che si può avvicinare, e vedono questi Operatori attraverso le tute che trasmettono la speranza loro, negli occhi, il loro cuore alla vita umana, è una cosa che mi emoziona sotto l’aspetto professionale. I pazienti Covid in questa situazione non si devono sentire soli o abbandonati, ma accompagnati in questo percorso alla guarigione ed alla vita. Devo dire che in questo momento stiamo avendo anche molto successo sul Piano Terapeutico, anche perché tanti pazienti stanno guarendo, tanti stanno tornando a casa, stiamo ormai dimettendo 7-8 pazienti al giorno, ovviamente c’é un ricambio, perché siamo ancora in una fase attiva della infezione virale, però il tasso di mortalità si é abbassato molto, e quindi le cose stanno andando migliorando.

Direttore Di Mauro, ritornando alla Vestizione degli Operatori, ci illustra nel dettaglio come avviene?

“Ci si veste con delle tutte, guanti, maschere copri volto, e mascherine mediche adeguate”. “Devo dire, anche su questo la Regione Campania ci ha dato un grande supporto, come anche la Protezione Civile, a fornirci delle attrezzature fondamentali per garantire la sicurezza degli Operatori e dei pazienti”. “Quindi, é chiaro anche il criterio di svestizione, consideri che ogni volta che un Medico approccia un paziente Covid, deve vestirsi, dopodiché subito dopo si deve svestire di nuovo”. Quindi, ogni volta deve eseguire tutta questa procedura,  nell’ambito della sua sicurezza e per la sicurezza del paziente. Quindi noi poi abbiamo un’Ospedale che ha la possibilità di usare delle docce particolari, le “Docce di Decontaminazione” che vengono utilizzate con le tute, per cui ogni Medico o Infermiere prima di svestirsi va sotto questa doccia, si decontamina, e poi toglie la tuta che già di per sé é in parte sterilizzata. Quindi criteri di sicurezza che abbiamo voluto fare, perché il Covid é un’infezione ad altissima diffusione aerea.

Ci spiega come si diffonde l’infezione da Coronavirus, Covid19?

“Si diffonde per vie aeree, per cui basta un colpo di tosse, uno starnuto. Parlare a breve distanza con una persona infetta da Covid, ci si può facilmente infettare attraverso le goccioline di Flugge, che sono le goccioline che vengono emesse quando una persona parla, così lo si trasmette”. É un virus che rimane anche parecchio nell’aria, quindi bisogna adottare i sistemi di protezione, ecco perché le mascherine sono fondamentali, ma lo stesso, lo stare a casa e il non uscire, perché restando in casa e non avendo contatti con l’esterno e con altre persone ci si può proteggere da questo virus infettivo che circola. Rimanere nell’ambito della propria casa è una forma di protezione fino a quando non si attenua il contagio.

Quindi sulle Docce di Decontaminazione?

“Gli Operatori che stanno in Pronto Soccorso automuniti di tuta e tutte le protezioni necessarie, dopo aver assistito il paziente Covid, passano attraverso queste Docce di Decontaminazione, tolgono la tuta, e poi rimettono una nuova tuta per assistere l’altro paziente che verrà dopo”.  Un sistema proprio a catena, come se fosse una catena di montaggio che garantisce la sicurezza dell’operatore e del paziente.

Direttore Di Mauro, ci illustra anche un po’ la sua attività?

“Ho diretto 4 Ospedali di frontiera, sono stato Direttore Generale all’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Federico II, sono 30 anni che svolgo con molto impegno e cura questa professione, soprattutto da un lato umano, e devo dire che ho sempre difeso questa Sanità Campana, anche perché la nostra è una sanità d’Eccellenza e più importante d’Italia, e lo sta dimostrando ancora una volta e soprattutto in questa situazione di emergenza, per cui davvero è un peccato quando ne sento parlarne male”.

Al di là dell’aspetto professionale, lei é proprio un’aspetto umano d’Eccellenza.

“Grazie, questa è una cosa molto bella che mi comunica, anche perché io punto proprio su questo aspetto umano”. Spero di dare sempre un messaggio in cui si individua un bicchiere mezzo pieno, mai vedersi avviliti, anche perché il nostro è un lavoro difficile. Alle persone, ai pazienti bisogna dare il coraggio, incoraggiarli, stargli vicino. Ho sempre sostenuto una cosa, che il compito del Medico non è solamente la diagnosi e la terapia, il supporto psicologico al paziente è un compito istituzionale per Medico, cioè il Medico deve dare al paziente anche una carezza perché secondo me è terapia.

Un suo prezioso consiglio ai nostri cittadini Campani?

“É assolutamente quello di stare a casa. In questo momento dobbiamo sacrificare noi stessi, é una cosa più forte di noi che specialmente per noi Campani il contatto umano è fondamentale, però è l’unica soluzione al momento che può circoscrivere questa infezione, stare a casa, non incontrarsi con altri, evitare contatti, adottare precauzioni anche nell’ambito della propria famiglia”. Quindi creare le condizioni favorevoli per evitare infezioni, come il lavaggio delle mani, usare disinfettanti anche a casa, tutto quello che serve a generare una situazione di sicurezza. Ci auguriamo che tra un mese possiamo cominciare ad immaginare che questa situazione magari si calmi, nell’attesa di un vaccino. Quindi ancora per un pò di tempo dovremo adottare questi sistemi di sicurezza, la cosa più importante è di non trascurare mai i dettagli di protezione, tipo quando si esce usare le mascherine, portarsi dietro un disinfettante per pulirsi le mani, ecc. Dopo la quarantena insomma c’è ancora tanto lavoro da fare. Dobbiamo stare attenti, è una brutta avventura che ci è capitata, che oltretutto ha colpito il Mondo, ma l’importante è di non perdere mai di vista il controllo, come è successo al Nord Italia dove si sono infettati in tanti milioni di cittadini tra Medici ed Infermieri. Considerando nella nostra Regione Campania che fino ad oggi, ormai possiamo quasi considerarci al picco e teniamo poco più di 3000 contagiati in tutta la Regione, che non é un numero grande, rispetto in Lombardia. Siamo stati bravi e bravi anche i nostri Medici, Operatori, Infermieri, soprattutto i cittadini Campani a rispettare questi inviti a starsene a casa a non uscire. Il nostro Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è stato proprio un elemento martellante in questa situazione, io dico che è proprio questo un giusto atteggiamento  dove si debba usare anche un linguaggio forte, ed il Presidente De Luca è abilissimo ed attivissimo soprattutto in questa situazione, oltre a tutte le altre importanti operazioni che attiva per la sicurezza dei cittadini, e per la nostra sanità Campana, le iniziative, i progetti, i fondi, le squadre. Un uomo prima di tutto con delle capacità straordinarie, e ce lo ha dimostrato soprattutto in una situazione come questa di pandemia. Quindi il mio messaggio ai cittadini Campani, é quello di “STARE A CASA”, di rispettare i sistemi di sicurezza. Noi Medici, infermieri, operatori, Direttori siamo qui sul campo a combattere questo virus letale, per salvare le vite umane. Ed è bellissimo vedere i nostri operatori, medici, infermieri, lavorare con il sorriso e soddisfazione quando si salva una vita, sapendo di rischiare loro stessi. Abbiamo avuto più di 5.000 Medici ed Infermieri contagiati in Italia, e tutti loro sono degli “Eroi” da ricordare anche nel futuro.

Direttore Di Mauro, sulla gestione dei tamponi Coronavirus-Covid19?

“Sui tamponi siamo un’Ospedale di riferimento, abbiamo qui al Cotugno l’unica struttura che ha l’accreditamento dell’Istituto Superiore di Sanità”. Poi noi stessi, il Presidente De Luca ha voluto aprire chiaramente più Strutture che possano fare i tamponi, per aumentare il numero di tamponi giornalieri e siamo stati noi chiaramente come Struttura accreditta dall’Istituto Superiore di Sanità, ad accreditare anche le altre Strutture. Per cui oggi devo dire nella nostra Regione si superano i 2000-2500 tamponi al giorno con un risultato che si danno nell’arco delle 24 ore. Stiamo lavorando, il territorio pure sta facendo il suo dovere, sono partiti i Kit rapidi, i Test rapidi, li stiamo attuando un po’ alla volta a tutta la popolazione. Sono stati creati dei mezzi che vanno a domicilio dei pazienti per poter effettuare i tamponi a domicilio, quindi si è creata una rete nella nostra Regione che veramente da un punto di vista organizzativo è davvero esaltante, e funziona bene perché stiamo lavorando tutti di squadra, senza primeggiare l’uno con l’altro, e anche la consapevolezza che stiamo lottando contro qualcosa che è più grande di noi, dobbiamo lavorare, rimboccarsi le maniche, stare in prima linea e cercare di fronteggiare tutta questa emergenza.

Direttore, complimenti a lei ed a tutta la sua squadra di professionisti al Cotugno, un augurio alla sua squadra?

“Grazie, i meriti dovuti a me sono dovuti a tutti i miei Operatori del Cotugno, al lavoro di queste Eccellenze di professionisti Medici ed Infermieri che sono in campo, e non mi stancherò mai dire che sono grato a tutti loro per lo splendido lavoro che stanno facendo”. “Stare appresso a me, seguirmi non è cosa facile, diciamo che sono molto pignolo sul mio lavoro, amo seguire le cose in prima persona, però anche la capacità di tollerare un pignolo come me è importante. La passione è una grande dote”.

Per come è lei e la passione che ha per la sua professione, ha avuto già precedentemente successo nelle precedenti Aziende Ospedaliere che ha diretto, immagino?

“Dicevo alle mie figlie quando erano ancora piccole, qualsiasi cosa fate anche se spostate, un esempio, un foglio di carta da una parte all’altra, metteteci sempre il cuore”. Se tutti noi svolgiamo questa professione mettendoci il nostro cuore, probabilmente già abbiamo raggiunto oltre il 50% del risultato, ovviamente mettendoci dentro la nostra esperienza, la tecnica, ecc. Io ormai, sono più di 30 anni che sono in Sanità e quindi chiaramente metto a disposizione questa esperienza di questa Regione, sperando di poter contribuire, ma ripeto da operaio e non da leader. Devo stare con la gente, la mattina quando vengo in Ospedale faccio il giro per i Reparti, vado a vedere i pazienti come stanno, e lo faccio da 30 anni.

Ricordiamo anche dov’è stato Direttore?

“Sono stato Direttore prima Sanitario dell’Ospedale Scalesi, del CTO, al San Giovanni Bosco, al San Paolo, poi Direttore Generale all’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli, fino all’Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi-Cotugno-Cto”. Quindi tutta una escalation che mi ha visto sempre in frontiera. Un esperienza che mi ha donato tanto, e con una logica che è quella di essere uno di loro, mai di chi si mette dietro ad una scrivania a dirigere e basta, certe esperienze si acquisiscono stando con i medici, i pazienti, mai dietro alle scrivanie.

Cosa ci auguriamo per il futuro?

“Creare una grande Rete Sanitaria, che crei tutt’uno tra gli Ospedali, il territorio, i Medici di Medicina generale, ci deve essere un’unica Rete che parla la stessa lingua, creando le condizioni per un cittadino, una persona che ha bisogno di sostegno”. Alla domanda delle persone, bisogna dare una risposta immediata, non bisogna tenerli lì ad aspettare o far passare molto tempo, bisogna sostenerli, anche perché chi arriva in Ospedale é perché ha passato una situazione di gravità a prescindere da dove proviene. Noi siamo e dobbiamo essere i primi ad accettare tutti, a creare le condizioni favorevoli per dare loro la sicurezza, la qualità dell’assistenza, che deve essere basata principalmente sulla competenza e sull’umanizzazione.

Direttore Di Mauro, per concludere, quindi, questi Tamponi per il Coronavirus-Covid19, vengono fatti anche a domicilio?

“Si, soprattutto a domicilio per i controlli, e fatti normalmente alle persone che presentano sintomi. Chiaramente fare il tampone ad un asintomatico, non serve a niente, la maggior parte il 99% è negativo. Bisogna chiaramente avere un filo conduttore, oppure essere venuti a contatto con le persone che sono state infettate, ed allora a quel punto, da un  punto di vista precauzionale dopo qualche giorno è importante fare il Tampone”.

 

Pubblicato da: Redazione AZS

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