La vita si allunga, ci avviamo ai 100 anni


La vita media si è notevolmente allungata. Questo è un dato ormai assodato e conosciuto. La scoperta delle funzioni della telomerasi – enzima già battezzato “dell’immortalità”, fa prevedere un ulteriore notevole estensione temporale della vita umana.

Si realizza quasi un paradosso. La vecchiaia scompare, come paradigma, dal ramo discendente della parabola vitale. Siamo o saremo tutti post-giovani, dai 30 agli 80, o pre-vecchi dopo gli 80.

Per sfuggire alle malattie senili e contro l’invecchiamento vi è un solo modo: continuare l’attività corporea e mentale finché vi è soffio di vita. Oltre i novant’anni, perché l’arco vitale dell’uomo – e più ancora della donna – si avvia a chiudersi oltre i 100 anni.

Oggi, la pretesa prevenzione e cura di ogni ipotetico male si attua, quasi esclusivamente, con i farmaci. E si diventa malati di medicine. Cerchiamo in farmacia la soluzione a tutti i problemi e ci avviamo a divenire una “società farmacocentrica”.

È saggio ricordare l’etimologia che Isidoro dava della medicina, il cui nome deriva da “modus”(giusta misura). Equilibrio e buon senso che oggi mancano.

In più, viviamo in un mondo ove c’è un boom di sostanze artificiali: additivi, contaminanti, metalli pesanti, coloranti, diossina, idrocarburi. Dopo l’homo sapiens possiamo parlare di homo chemicus, uomo chimico.

Per il bene della salute, é necessario ripristinare uno stile di vita corretto, come, per esempio, aria, mare e sole, semplici medicamenti della natura.

La cultura non solo scientifica deve convincere le persone a tornare alla sana alimentazione, allo sport, al tempo libero (l’antico otium dei nostri padri, al quale si dedicavano aristocratici, borghesi, popolani), alla ginnastica.

Per valorizzare la longevità come normale fase della vita, bisogna organizzare i movimenti corporei anche nei tardi decenni. Il cuore, oltre l’età di 80 anni, ha sostenuto circa tre miliardi di cicli cardiaci. Una ginnastica modernamente intesa è un toccasana.
È rozzo e stranamente arretrato, in confronto al progresso della scienza biomedica, fermare lo studio della ginnastica ai suoi effetti muscolari e articolari, anziché spingersi in profondità, fino agli scambi energetici molecolari.

Da praticare è la “Kinesis”, cioè la dinamica, il movimento, ove l’elasticità è protagonista, come opposizione al decadimento delle biomolecole, quindi camminare, muoversi, e, perché no, dedicarsi ai balli lenti se se ne ha voglia, piroettare. La eucinesi, il buon movimento, ha come carattere distintivo il rifiuto dello sforzo estremo e insegna il movimento di tutti i componenti corporei, sia scheletrici sia viscerali, in armonia con le biomolecole.

Benessere e buona salute sono beni senza prezzo, come sottolineava il grande filosofo Schopenhauer: “La salute è così al di sopra di tutti gli altri beni materiali che in verità un mendicante sano è più felice di un re malato”.

Pubblicato da: Adelfio Elio Cardinale

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