Retinopatia diabetica.
Un semplice controllo
può salvare i tuoi occhi



È una patologia oculare che rappresenta la principale causa di ipovisione e cecità in età lavorativa. L’insorgenza della retinopatia diabetica può essere subdola in quanto i sintomi compaiono tardivamente.

«L’86 per cento della cecità in Italia – ha affermato il diabetologo Vincenzo Provenzano– è legato al diabete mellito. Fino al 34 per cento di tutte le persone con diabete soffrono di retinopatia». Ma, comunque, è una patologia che con una diagnosi precoce non avrebbe un’incidenza così alta di casi. Purtroppo solo il 50 per cento dei pazienti diabetici si sottopone a regolari visite oculistiche. «Non si fa abbastanza prevenzione. Basterebbe fare periodicamente – ha evidenziato Antonino Pioppo, direttore dell’Unità operativa di oculistica di Villa Sofia-Cervello di Palermo – il controllo del fondo oculare. In un paese civile il paziente non dovrebbe arrivare sul tavolo operatorio». Invece, troppo spesso, si arriva troppo tardi quando ormai c’è poco o niente da fare poiché la malattia è già in uno stadio avanzato.

Rocco Di Lorenzo pres ARIS«Anche con un piccolo residuo visivo – ha detto Rocco Di Lorenzo, presidente dell’Associazione retinopatici e ipovedenti siciliani (ARIS) – è, però, possibile avere una propria indipendenza e non dovere dipendere da qualcuno. L’ARIS è l’unica struttura nella Sicilia occidentale che fa la riabilitazione visiva. E’ un peccato che le Asp non inviino nella nostra struttura i pazienti che ne abbiano bisogno. La riabilitazione può migliorare la qualità della loro vita. E’, infatti, utile per la lettura, per l’orientamento, per l’utilizzo attraverso ausili particolari del loro residuo visivo». Questi temi sono stati al centro del convegno “Occhio al diabete – Dalla diagnosi alla riabilitazione visiva”, organizzato a Palermo dall’Associazione retinopatici e ipovedenti siciliani.
«La retinopatia diabetica – ha spiegato Rocco Di Lorenzo – rappresenta una vera e propria malattia sociale. E’ di fondamentale importanza la multidisciplinarietà, cioè la presa in carico globale del paziente con retinopatia. L’ARIS ritiene che l’attuazione di un percorso strutturato, in cui ospedale, territorio e le associazioni di settore mettano in atto specifiche competenze e azioni mirate, possa garantire non solo una gestione efficace del problema ma anche un importante azione preventiva. Noi abbiamo concorso con l’Asp e con l’azienda ospedaliera Cervello a creare questo percorso. Pensiamo, infatti, che sia utile che il paziente eviti di vagare in un tragitto così accidentato (dal diabetologo, all’oculista) e dispendioso che non migliora la loro qualità del tempo e della vita».

Pubblicato da: Redazione AZS

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